Notizie di cronaca nelle Marche
Martedì, 05 Marzo 2019 21:57

Hotel House: in arresto tre extracomunitari

Continua senza sosta l’attività di contrasto al traffico di stupefacenti da parte della Tenenza di Porto Recanati. Sequestrati oltre 90 grammi di eroina occultati in un locale adiacente al maxicondominio e tratti in arresto tre extracomunitari. Un quarto extracomunitario è stato denunciato a piede libero perché sorpreso a cedere una dose di eroina. 

I finanzieri di Porto Recanati hanno eseguito l’ennesimo sequestro di stupefacenti all’hotel House. 

Nel corso di un servizio rientrante nel dispositivo di contrasto ai traffici illeciti, hanno intercettato nelle adiacenze del palazzone un Pakistano di 42 anni, già noto per reati di spaccio, mentre tentava di cedere un piccolo involucro contenente 0,3 grammi di eroina, immediatamente sequestrata, mentre il soggetto è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica.    

Nel prosieguo dell’attività operativa i militari hanno sorpreso tre extracomunitari (un Pakistano di 31 anni, un Afgano di 33 anni e un Tunisino di 57 anni) appartati in un locale tecnico attiguo all’Hotel House dove sono alloggiate le pompe per il sollevamento dell’acqua, intenti a suddividere in dosi 91,4 grammi di eroina. Oltre allo stupefacente è stato sequestrato anche un bilancino di precisione, 500 grammi di sostanza da taglio e bustine di cellophane. 

I tre soggetti sono stati arrestati e associati alla Casa Circondariale di Montacuto. 
g.g.

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Martedì, 05 Marzo 2019 19:25

Ladri a Pollenza. Colpite due abitazioni

Colpo ieri sera a Pollenza da parte di malviventi. In contrada Palombarette si sono verificati due furti in abitazioni. I ladri, dopo aver forzato una finestra, si sono introdotti in due appartamenti vicini, appropriandosi di alcuni monili in oro e denaro contante. In particolare, da una abitazione hanno preso circa 100 € e dall’altra cerca 200. Non contenti hanno tentato di intrufolarsi anche in una terza casa ma non mi sono riusciti. Sul posto sono intervenuti i militari del nucleo radiomobile della compagnia di Macerata.
g.g.

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Problemi al'ospedale di Camerino. I cittadini e gli addetti ai lavori da diverse settimane lamentano disservizi e mancanze in diversi reparti, tanto che l'ospedale non può garantire in modo ottimale le prestazioni sanitarie di competenza. Questo a causa della carenza di personale medico e infermieristico. Il sindaco Gianluca Pasqui ha ritenuto quindi necessario fissare un incontro per il giorno martedì 26 marzo alle ore 15,30 presso la sede del Comune di Camerino. Per approfondire la questione sono stati convocati il Direttore Generale dell’ASUR Marche Dr. Alessandro Marini, il Direttore dell’Area Vasta 3 Dr. Alessandro Maccioni, il Direttore sanitario Dr. Massimo Palazzo e tutti i Dirigenti medici delle U.O. e dei Servizi del Presidio ospedaliero di Camerino. E' stata richiesta anche la presenza del Presidente della Regione Marche Dr. Luca Ceriscioli.

 Il primario Di Matteo il sindaco Pasqui il direttore dellArea vasta 3 Maccioni e il sindaco di Pievetorina Gentilucci

Il primario Di Matteo, il sindaco Pasqui, il direttore dell'Area vasta 3 Maccioni e il sindaco di Pievetorina Gentilucci

 

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Si reca a Tolentino per una seduta di ginnastica riabilitativa, entra in un negozio per chiedere un'informazione e all'uscita l'amara sorpresa di non trovare più la propria auto. Brutta disavventura quella vissuta da una signora di Caldarola che si è vista rubare la propria auto (nella foto indicata dalla freccia)  proprio sotto gli occhi. Incredula la donna ha immediatamente telefonato al marito, che è subito accorso in aiuto della moglie e insieme hanno sporto denuncia ai carabinieri che ora stanno indagando alla ricerca dei responsabili del furto. L'auto è stata ritrovata dai militari dopo qualche ora a poca distanza dal luogo del furto. All'interno anche un giaccone di grossa taglia e una sciarpa con cui il ladro si era camuffato nel tentativo di rapina alla farmacia di Treia.
 
f.u.
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Martedì, 05 Marzo 2019 13:32

Tentato furto e minacce in farmacia

Tentata rapina a Treia alla farmacia Ferranti in Borgo Vittorio Veneto. Nella tarda mattinata un giovane, con il volto coperto da una sciarpa, ha fatto irruzione nel locale puntando un taglierino contro i due farmacisti che erano intenti a servire i clienti intimando di consegnare l’incasso. La farmacista ha iniziato a urlare al collega di scappare e a quel punto l’uomo, forse impaurito per il fatto che era stato dato l’allarme, è fuggito a bordo di un'utilitaria risultata rubata a Tolentino facendo perdere le proprie tracce. Sull’episodio indagano i carabinieri della locale stazione.
g.g.

farmacia treia

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Sono iniziati ieri i lavori di sistemazione della strada Dell’Arme a Belforte del Chienti. Una importante strada, chiusa dal 2014 a seguito di una frana, che collega due borghi del paese. Soddisfatto il primo cittadino, Roberto Paoloni, per essere riuscito a rendere reale un progetto annunciato durante la campagna elettorale di cinque anni fa. Finalmente questo importante lavoro di mezzo milione di euro ha inizio - commenta - . Si tratta di un finanziamento del Ministero dell’Ambiente, gestito dalla Regione Marche che fa da commissario per il dissesto idrogeologico. L’avevamo ottenuto da tempo: facemmo la gara aggiudicata dalla ditta Maccari di Camerino, poi abbiamo dovuto attendere un po’ di tempo per avere il certificato antimafia; una volta ottenuto quello abbiamo potuto firmare il contratto. I lavori vengono svolti dalla ditta Maccari di Camerino.

Questa strada è chiusa da prima che noi amministrassimo - spiega - . E’ una strada molto importante perché è un collegamento con le scuole e tra due quartieri, quello di Borgo Santa Maria e Borgo San Giovanni. E’ anche un passaggio a piedi - spiega Paoloni - . Molti, prima della chiusura, amavano passeggiare lungo quella strada anche per la vista che offre. Anche per questo motivo abbiamo previsto di realizzare anche il marciapiede per far percorrere la strada storica molto bella in tutta sicurezza”. I lavori richiederanno un tempo di circa cinque mesi, per la prossima estate, quindi, i belfortesi potranno di nuovo tornare a camminare sulla strada Dell’Arme. 

GS

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Oggi è la giornata della serrata degli studi tecnici, ossia di ingegneri, architetti e tutti i professionisti che stanno lavorando per la ricostruzione post sisma. 

I tecnici chiedono la semplificazione nella presentazione delle pratiche per velocizzare i lavori e il rientro a casa delle persone, l’adozione di un sistema di anticipazione che garantisca la copertura delle spese tecniche da approntare, la revisione dei costi parametrici e delle parcelle dei professionisti che ad oggi non garantirebbero una ricostruzione di qualità.

Ma oggi è stato convocato dal Commissario straordinario Piero Farabollini, anche un tavolo tecnico in cui si discuterà di alcune problematiche tra cui proprio la misura tanto attesa e necessaria dell’anticipazione ai tecnici.

“Ma i rappresentanti convocati a questo tavolo - chiede il gruppo di tutela delle professioni tecniche - chi rappresentano? Hanno mai parlato con la base, con i tecnici coinvolti? Hanno mai sentito le problematiche tecniche e burocratiche che bloccano al ricostruzione? Perché si continua a convocare la RTP, colpevole della firma della scellerata e incostituzionale ordinanza 12, che contingenta incarichi, blocca la libera concorrenza, e non fa applicare il decreto parametri?

I tecnici sono stufi!”.

Fra gli ingegneri che hanno promosso la serrata, Roberto Di Girolamo, più volte intervenuto per mettere in luce le storture e ciò che della ricostruzione non sta funzionando: “A forza di attendere - dice - l’intervento è perfettamente riuscito, ma il paziente è morto. Basta lacci e vincoli, il tecnico è responsabile dei lavori e il tecnico assevera l’intervento. Il tecnico deve avere un compenso equo e deve poter fare un intervento di qualità, pertanto vanno rivisti i bassi costi parametrici. Siamo stufi di essere portati in giro”.

G.G.

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Come fanno gli abitanti di queste zone a non arrabbiarsi? Come fanno a sperare nell'aiuto dell'Italia, penisola che accoglie l'entroterra disastrato del camerinese, scoprendo che a due anni e mezzo di distanza da quei terribili 26 e 30 ottobre, ancora non c'è percezione alcuna di quello che è avvenuto da queste parti? Come fa un settimanale popolare a indicare come mèta dell'Italia da scoprire Camerino, riportando che il suo centro storico medievale è pressochè inalterato, elencando tutta la serie di punti interessanti da visitare, tra i quali il Palazzo Ducale sede dell'università, la Biblioteca Valentiniana, la cattedrale e via dicendo? C'è da sbruzzare gli occhi, chiedersi come sia possibile tutto questo. Nel vedere quelle immagini e  leggere quelle parole, abbiate pazienza, ma soprattutto a Camerino, le persone sono rimaste sconvolte.  Qualcuno ha pensato di essersi sbagliato, lì per lì ha realizzato di trovarsi di fronte ad un vecchio articolo, ad un numero datato. Niente di tutto  questo: la cruda realtà è che l'articolo è stato dato alle stampe di recente e compare in una rivista settimanale del 13 febbraio 2019. Questo fa capire che poco lontano da noi, forse possono contarsi sulle dita di una mano le persone che abbiano realizzato della catastrofe che si è abbattuta in questa terra. Camerino, mèta dell'Italia da scoprire dove, fatta  salva una passeggiata in solitaria nei giardini della Rocca borgesca, nulla del suo centro medievale è più come prima, altro che inalterato. Fa male. Fa malissimo.

C.C.

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Lunedì, 04 Marzo 2019 15:32

Pasqui replica a Mangialardi.

Il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui replica alle recenti esternazioni del presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi e nell’occasione, chiarisce anche alcune questioni relative al Comitato dei sindaci del cratere. Nel corso della conferenza stampa  appositamente convocata,  Pasqui  ha anche consegnato dei documenti ufficiali nelle mani degli operatori dell’informazione. Al centro del suo intervento, le argomentazioni in risposta alle critiche fatte dal presidente Anci Marche, all'indomani dell’istituzione del Comitato dei sindaci, arrivata dopo che il sindaco di Camerino ha rinunciato al ruolo di coordinatore dei comuni del cratere, affidatogli dall’Anci nazionale nel 2017

Tra le righe, lo stesso Mangialardi ha anche fatto notare che il primo cittadino di Camerino  non si sarebbe speso molto per il ruolo che gli era stato attribuito. “ A testimonianza che le mie non sono solo parole- dice Pasqui- ho voluto consegnare i documenti ufficiali di questa vicenda e la corrispondenza intercorsa con l’Anci nazionale. Da uomo delle istituzioni qual è un primo cittadino, ho lavorato in silenzio per non dover dire cose molto spiacevoli nei confronti dell’istituzione ANCI, che rispetto moltissimo e che mi rappresenta.. E’ chiaro che le istituzioni sono fatte da uomini ma evidentemente, chi oggi le guida non sta facendo un percorso tale da dare reale dignità e rappresentanza a questi territori".  Pasqui ha poi raccontato i particolari della vicenda iniziata con l'incarico attribuitogli attraverso   un documento che riportava a chiare lettere, che non avrebbe potuto godere di poteri assoluti, dovendo sempre far riferimento alla sede centrale e agli organi preposti. 

"Subito dopo aver ricevuto l' incarico che sostanzialmente dice di essere un collaboratore, mentre le direttive le danno altri- ha spiegato Pasqui-  ho chiesto al presidente nazionale di dirmi quello che avrei dovuto fare, constatando giorno per giorno che il presidente nazionale non rispondeva al telefono e neppure alle mie lettere; addirittura avevo inviato lettera anche per il tramite del suo dirigente Ragonesi e per conoscenza al vicepresidente Pella, chiedendo una risposta scritta su quello che avrei dovuto fare, senza ricevere alcuna risposta.  La situazione è poi diventata anche più chiara quando attraverso la  mia segreteria,  ho chiesto che mi fossero inviati i nominativi e le mail  dei sindaci dei 138 comuni del cratere e, a tutt' oggi, ancora sto attendendo. Tutto questo - prosegue il sindaco- porta ad avere un quadro molto chiaro che dimostra la volontà di non far funzionare  un ruolo che invece reputo che sarebbe stato estremamente importante. Chi mi meraviglia - aggiunge il sindaco-  è il presidente dell'ANCI regionale Mangialardi che, anzi non mi meraviglia neppure tanto, perché nel  ruolo che svolge da presidente, ho sempre visto la sua grande incapacità di azione  e un'attenzione inesistente nei confronti dei nostri territori montani. Dalle nostre parti, tranne una visita molto veloce qualche ora dopo l'evento calamitoso, non l'ho più visto ed è molto difficile anche da rintracciare. Un presidente che oltretutto non non è stato sentinella al ”come e dove” sono stati utilizzati i fondi europei destinati credo anche con la volontà di darli a questi popoli terremotati, tanto che se non erro, parte di questi fondi  sono stati  approvati con la delibera di giunta regionale n. 20 e rivolti  anche su Senigallia, comune dove lui fa il sindaco; fondi utilizzati per Urbino, per Ancona, per Pesaro. Per carità- sottolinea Pasqui- se questo è accaduto sicuramente è perchè il tutto è stato fatto in termini di legge , ma in termini di  moralità e di giusta politica,  sollevano però dei grandi punti interrogativi.  Un presidente Anci che fa tutto questo e che nel corso di una riunione a Roma  presente anche il dottor Oreficini,  addirittura dice al sottoscritto che io avrei dovuto sostanzialmente interfacciarmi con i presidenti delle Anci regionali e non con i sindaci è tutto dire. Al presidente Mangialardi, sindaco di Senigallia tutta la mia comprensione per il suo disconoscere totalmente il tema terremoto; lo capisco fa il sindaco a Senigallia si sveglia la mattina e vede il mare e le belle strutture  mentre noi qui viviamo in una realtà ben diversa. E allora, così come ho fatto con il sindaco di Pesaro, invito anche lui a venire da queste parti, ad andare dai colleghi  sindaci di Castelsantangelo sul Nera, di Visso, di Ussita e  se vuole, magari posso anche fare da guida per evitare che si perda intorno a queste nostre strade tortuose. Non sono giochi questi; per rappresentare i comuni del cratere nell’ANCI regionale hanno dato incarico ad un bravissimo collega e ad una bravissima persona quale il  sindaco di Fermo, comune fuori cratere. Che altro aggiungere. Aggiungerei tanta compassione, se non si parlasse di problemi reali dei nostri cittadini.  Da qui è partita l'idea per la costituzione del comitato dei sindaci,  ad oggi composto da quelli che vi hanno aderito.  Racchiude tutti i sindaci dei comuni fortemente colpiti: Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, Pieve Torina, Castel Sant'Angelo, Ussita e tanti altri comuni delle varie regioni.  C'è la volontà di farci convocare e farci ricevere dal Presidente del Consiglio tutti e 138, perché comunque vanno tutelati anche quei cittadini di quei comuni i cui sindaci non hanno voluto aderire. Capisco chi, come il sindaco di Matelica, è contrario- conclude Gianluca Pasqui-  credo però che si debba garantire anche quel matelicese che ha un problema e che quindi deve essere sostenuto; per cui  la volontà è che questo comitato deve lavorare per tutti, sia per i presenti che per gli assenti con un ruolo istituzionale. Credo che la massima istituzione siano i sindaci  che in questo caso hanno la volontà di collaborare con un governo che ha raccolto la difficile eredità del precedente e che, deve iniziare a fare un percorso giusto per questi territori.  E nel  dover fare questo avrà tutto l'appoggio di coloro che in trincea tutti i giorni,  hanno capito tutti i problemi che gli sono stati riferiti dalla gente. Uniti lavoreremo  per la gente, per l'interesse di questa terra e soprattutto dei nostri figli". 

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"Non esistono più i partiti, ci sono solo Pezzanesiani". Così l'ex assessore all'Urbanistica e all'Istruzione, Alessandro Massi, ha definito la situazione politica all'interno della maggioranza a Tolentino. Nel corso di una conferenza stampa molto partecipata a cui hanno assistito molti cittadini, commercianti del centro storico e anche Alessia Pupo, anche lei silurata da Pezzanesi, Alessandro Massi ha spiegato la sua versione dei fatti. Ad aprire la conferenza il coordinatore di Tolentino Popolare, Diego Aloisi, che ha annunciato come il consigliere Andrea Crocenzi e il nuovo assessore Silvia Tatò non appartengano più al loro gruppo politico.

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  "Sarà Salvatori - ha detto Aloisi - a continuare con coerenza il nostro lavoro in consiglio, senza alcun attaccamento alla poltrona. Tolentino Popolare - ha spiegato - sosterrà sempre la scelta di non indebolire il centro storico". Poi la provocazione del segretario di Tolentino Popolare, Fabio Montemarani: "Ora chiediamo al primo cittadino se con Silvia Tatò vuole comportarsi come con Alessia Pupo dal momento che non ha più un gruppo di appoggio politico. Crocenzi e Tatò hanno tradito gli elettori di Tolentino Popolare e il gruppo di appartenenza per tenersi la poltrona e l'assessorato. Ci avevano più volte riferito di non sentirsi presi in considerazione dal sindaco, ora probabilmente hanno cambiato idea". L'ultimo e il più corposo è stato l'intervento di Alessandro Massi che ha parlato degli incontri che si sono susseguiti tra lui, il sindaco e la giunta per discutere della delocalizzazione della scuola don Bosco e della vicenda personale che lo ha visto protagonista: "Già dallo scorso mese di giugno - ha detto - il sindaco mi aveva manifestato il suo interesse a delocalizzare la scuola e io ho sempre ribadito la mia posizione. Confronto c'è stato e più volte. Quella del sindaco è stata una scelta politica per distruggere i partiti moderati e creare una amministrazione monocolore. Io ho deciso di non salvare la mia poltrona ma la mia dignità. Non accetto - ha ribadito - che mi venga detto che passerò alla minoranza e al Pd - poi le modalità della revoca delle deleghe - . Io, come Alessia Pupo - ha spiegato - , sono stato avvisato dalla segretaria dieci minuti prima che il sindaco parlasse in conferenza stampa. Da ora sono un libero cittadino che continuerà il suo impegno nella tutela dei cittadini di Tolentino". 

L'argomento sarà approfondito ampiamente nella prossima edizione de L'Appennino Camerte

GS

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